Visita a Circular Plastic a Borgaro Torinese

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impianto di selezione e stoccaggio degli imballaggi in plastica e metallo

Data:

26 Marzo 2025

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Si sono conclusi la scorsa settimana i tre incontri organizzati da Società Canavesana Servizi di visita al Centro di selezione e stoccaggio degli imballaggi in plastica e metallo Circular Plastic di Borgaro Torinese di proprietà di Amiat – gruppo Iren e gestito da I.Blu, società controllata da Iren Ambiente.
Le visite hanno coinvolto circa 60 amministratori e dipendenti dei Comuni soci e 40 studenti con i relativi docenti delle scuole superiori del territorio che hanno avuto l’opportunità di prendere concretamente contatto con il funzionamento di questo tipo di impianto e con la complessità del processo di riciclo.

La scelta di organizzare un percorso di conoscenza e formazione sugli imballaggi, racconta il Presidente di SCS Il dott. Calogero Terranova, nasce soprattutto dall’aver compreso quanto la diffusione di una corretta cultura del rispetto e della tutela ambientale non sia mai sufficiente. Poter toccare con mano, e chi ha partecipato alle visite può confermarlo, tutte le implicazioni del viaggio del rifiuto e del percorso che i rifiuti fanno per poter essere finalmente trasformati in nuova materia prima, può diventare per gli amministratori un’opportunità per diffondere le corrette informazioni ai propri cittadini e per gli studenti un supporto alla conoscenza e un valido strumento di orientamento per comprendere e valutare le professionalità che sono connesse al mondo dei rifiuti”.

Ogni anno ogni persona produce mediamente 25/30 kg di rifiuti plastici e nel 2023, nella sola Città Metropolitana di Torino, sono state raccolte 68.300 tonnellate di imballaggi di plastica, con una media di 27 Kg/abitante e, se guardiamo al solo territorio SCS, si supera la media arrivando a circa 34 kg pro-capite.
Il viaggio degli imballaggi inizia con un primo gesto fondamentale che è la corretta gestione del rifiuto nelle nostre case. Differenziare correttamente, inserendo nelle campane azzurre che troviamo nelle nostre strade non la plastica e i metalli generici, ma esclusivamente gli imballaggi, quindi i contenitori, le pellicole protettive, tutto ciò che serve per contenere, trasportare e proteggere le merci e gli oggetti dal produttore al consumatore, vuol dire permettere di dare avvio alla prima tappa del riciclo del rifiuto per diventare nuova risorsa.
Nei contenitori della raccolta rifiuti, quindi, possono essere inseriti vaschette in polistirolo o plastica utilizzate ad esempio per confezionare la frutta, la verdura la carne o il pesce, le pellicole trasparenti protettive, le scatolette per tonno o pomodori, i flaconi dei detersivi, le lattine per bibite. Assolutamente da non inserire tutte le bioplastiche compostabili utilizzate per i sacchetti del supermercato o per le stoviglie monouso e tutto ciò che, pur essendo in plastica o metallo non è imballaggio, come i tubi idraulici, i giocattoli, le bacinelle, gli oggetti di cancelleria o gli elettrodomestici.
Una volta inseriti i rifiuti nel bidone corretto inizia il vero e proprio viaggio dei rifiuti che prevede, con lo svuotamento dei contenitori e il trasporto dei rifiuti a cura di SCS, l’arrivo in impianto di selezione che suddivide gli imballaggi prima in base alla dimensione con un vaglio rotante e poi per tipo di polimero plastico e colore, grazie a una serie di lettori ottici e scanner infrarossi.
Vi è poi il controllo di qualità manuale da parte degli operatori dei diversi flussi selezionati dalle macchine. I 130 nastri trasportatori presenti in impianto - con una lunghezza complessiva superiore ai 2,5Km - scorrono a una velocità media 4.5 mt al secondo, rallentando solo in presenza del controllo manuale dove la velocità scende tra i 60/90 cm al secondo. I 22 lettori ottici presenti sui nastri sono in grado di riconoscere e suddividere 17 tipi di polimeri e plastiche, permettendone una separazione accurata e consentendone il rientro nel ciclo di recupero della materia prima. Una volta terminato il processo di selezione ottica e dimensionale, la plastica viene stivata in box di accumulo contenenti ciascuno un diverso prodotto. Il ciclo termina con la pressatura del materiale, attraverso due linee che creano balle monomateriali pronte per essere stoccate in magazzino e gestite da consorzi autorizzati. Il controllo qualità finale viene svolto a campione da ispettori incaricati dai Consorzi di filiera che operano stabilmente in impianto, verificando che i flussi in uscita corrispondano alle aspettative dei riciclatori.

“La corretta gestione dei nostri rifiuti, conclude il Direttore generale di SCS l'Ing. Andrea Grigolon, permette di recuperare materiali preziosi che produrranno nuovi oggetti e prodotti che potranno essere impiegati nei settori più disparati, dall’alimentare al tessile, all’edilizia, all’arredo urbano. E la quota di rifiuti che non riusciamo a recuperare e riciclare come nuovi materiali può essere avviata a recupero energetico grazie alla termovalorizzazione. La concreta applicazione di un modello economico circolare produce quindi vantaggi reali e concreti preservando nel tempo il valore dei materiali che utilizziamo, ottimizzando l’impiego delle risorse e difendendo l'ambiente in cui viviamo”.

Ultimo aggiornamento: 26/03/2025, 09:59

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